Piotta, molto più che un Supercafone

Prendete la Roma coatta degli Anni’90, aggiungete un beat proveniente dall’altra parte dell’oceano, shakerate con testi graffianti e spaccati di società e versate delicatamente sui palcoscenici underground della capitale. Quello che otterrete non sarà un semplice genere musicale lontano ormai quasi trent’anni, ma le fondamenta su cui oggi poggia l’intera macchina del rap così come lo conosciamo.

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Lucky Chops, dalla metro di New York ai palchi di mezza Europa

Sono senza ombra di dubbio una delle realtà musicali più curiose, divertenti e sensazionali che hanno invaso il web. Con la loro musica, che amano definire “positiva”, sono arrivati in tutto il mondo prima via etere e poi fisicamente, con un tour da tutto esaurito che ha travolto letteralmente i palchi di mezza Europa.

 

Sono i Lucky Chops, gruppo musicale newyorkese, nato nelle metropolitane della Grande Mela, finito quasi per caso sui social e pronto a esplodere come fenomeno mondiale grazie alla particolarità della sua musica.
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Jake La Furia, vi racconto la mia musica e i Club Dogo

Negli Anni ’90, con il suo flow e il suo freestyle ha conquistato la scena hip hop milanese, diventando uno degli MC più bravi della sua zona. Nei primissimi Anni 2000, invece, insieme al gruppo musicale rap Club Dogo, formato con gli amici Gué Pequeno e Don Joe, ha calcato i palchi di tutta Italia, dando una sterzata ai trend musicali in voga fino a quel momento.

 

Stiamo parlando di Jake La Furia, all’anagrafe Francesco Vigorelli, classe 1979. Figlio del noto direttore artistico pubblicitario Giampietro Vigorelli, Jake (che deve il suo nome d’arte al personaggio Jake the Muss del film Once Were Warriors di Lee Tamahori) è sicuramente uno dei volti più noti e più rispettati del panorama rap italiano.

 

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Grido, grazie Gemelli DiVersi e J-Ax ma oggi canto da solo!

C’è un momento, nella storia di ogni cosa, in cui tutto ciò che poi è diventato mainstream ha avuto un inizio. È il momento dei creativi, dei testardi, dei passionali e dei tenaci. Il momento in cui coloro che, contro tutto e tutti, hanno portato avanti un’idea, un sogno, un’ideologia, uno stile di vita, si sono fatti precursori di un qualcosa senza certezza, che ha aperto la strada a generazioni di persone.

 

Tra queste io ci metto Luca Paolo Aleotti, in arte Grido. Il suo nome sicuramente vi suonerà familiare. Un po’ perché condivide il cognome con uno dei personaggi più grandi della scena rap italiana, J-Ax, suo fratello, un po’ perché a cavallo tra gli Anni ’90 e i primi Anni 2000, con il suo gruppo Gemelli DiVersi, ha aperto la strada al pop rap italiano.

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Alessio Ferrero, searching for NeroArgento

Era il 1971 quando Sixto Diaz Rodriguez, conosciuto più semplicemente come Sixto Rodriguez, cantautore statunitense di origine messicana, diventò famoso a sua insaputa in Australia, Nuova Zelanda e Sudafrica. I suoi brani, composti anni prima nei sobborghi di Detroit e non licenziati da nessuna etichetta, diventarono il simbolo della lotta all’apartheid. Continua a leggere

Rudy Zerbi, video killed the radio star

Fulminea, sarcastica, completa. Sicuramente atipica: quest’intervista avviene nel surreale contesto di uno shopping center dell’hinterland milanese, di quelli in cui le famiglie trascorrono la domenica e a quanto pare anche il sabato sera. Qui, in un anfratto isolato e lontano dalla folla festosa -non si sa bene se per lui o per l’assenza di coda da Mondogel- circondati dalla security e alla presenza di uno dei suoi figli, Edoardo, nonché del mio avvenente accompagnatore, l’intervistato si presta ad un breve ma intenso botta e risposta, un ping-pong verbale che tra il serio e il faceto ce lo fa conoscere un po’ meglio. Continua a leggere

Jeffrey Jey, viaggio nel mondo degli Eiffel 65

A volte il caso gioca un ruolo fondamentale nelle nostre vite. Talvolta sono delle piccole coincidenze a cambiare il corso degli eventi e portare a risultati inaspettati e dirompenti. In questa storia sono state proprio una serie di coincidenze a portare alla luce i frutti del grande lavoro di tre talenti che, nel ritrovarsi a lavorare insieme quasi per caso, hanno dato vita a qualcosa di unico nel suo genere. Continua a leggere

J-Ax, periferie, musica e riscatto: la rivincita dei brutti [EXTRA]

Ormai non è più un segreto. Qualche settimana fa, come avete avuto modo di leggere sul nostro sito e sulle nostre pagine social, grazie alla segnalazione di Fabio Rovazzi, abbiamo avuto la possibilità di incontrare J-Ax nel suo studio di Newtopia, a Milano. Dall’intervista, che, per chi non lo sapesse, è durata quasi un’ora e mezza, abbiamo cercato di estrapolare i tratti principali della nostra chiacchierata. Continua a leggere