Anna Cavalli, assistere le donne vittime di violenza

“Non sono una donna a sua disposizione!” commenta sarcastica Mafalda in una delle più famose tavole di Quino, l’artista argentino che protesta contro le ingiustizie del mondo attraverso l’indignazione di una bimba ribelle d’inchiostro.

E in Alta val di Cecina c’è un’associazione che opera proprio per far comprendere questo, che le donne “non sono a disposizione”: sono “Le amiche di Mafalda”.

Ce ne parla Anna Cavalli, medico cooperante che porta in questo gruppo tutta la sua esperienza nei Paesi in via di sviluppo, offrendo ulteriori spunti di riflessione e visioni della situazione. Ci è stata segnalata da Claudia Lodesani e, gentilissima, ha accettato di fare un’intervista con noi su Skype, in diretta dalla sua casa immersa nelle campagne pisane.

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Marco Maisano, non sono così serio come sembro a Le Iene

Cosa si ottiene combinando il vissuto di un cinquantenne con la sete d’adrenalina di un diciottenne? In tutta probabilità un ventisettenne. Non uno qualsiasi ma Marco Maisano, classe 1989, calabrese dall’accento aretino, inviato alle Iene, conosciuto dai più come quello che parla arabo. E che presidia il delicato crocevia mediatico di droga, terrorismo e immigrazione, sfornando quel tipo di servizi che a logica dovrebbero farti cambiare canale e che invece ti inchiodano lì, come un’ebete, a sperare che non finiscano. A chiederti perché, a incazzarti, a commuoverti, a prendertela con qualcosa, con qualcuno, anche con lui.

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Grido, grazie Gemelli DiVersi e J-Ax ma oggi canto da solo!

C’è un momento, nella storia di ogni cosa, in cui tutto ciò che poi è diventato mainstream ha avuto un inizio. È il momento dei creativi, dei testardi, dei passionali e dei tenaci. Il momento in cui coloro che, contro tutto e tutti, hanno portato avanti un’idea, un sogno, un’ideologia, uno stile di vita, si sono fatti precursori di un qualcosa senza certezza, che ha aperto la strada a generazioni di persone.

 

Tra queste io ci metto Luca Paolo Aleotti, in arte Grido. Il suo nome sicuramente vi suonerà familiare. Un po’ perché condivide il cognome con uno dei personaggi più grandi della scena rap italiana, J-Ax, suo fratello, un po’ perché a cavallo tra gli Anni ’90 e i primi Anni 2000, con il suo gruppo Gemelli DiVersi, ha aperto la strada al pop rap italiano.

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Nicolò De Devitiis, da bike blogger a iena

Nicolò De Devitiis, classe 1990, bello come i mondiali, solare come un’aspirante Miss Italia, primo (e forse unico) bike blogger della storia e da un paio d’anni inviato a Le Iene. Ha fatto incazzare Simona Ventura e travestire Giuseppe Cruciani, ha regalato un gobbo a Lapo Elkann e bocciato diversi calciatori all’esame di quinta elementare, ha convinto Ringhio Gattuso a sorridere ancora ed è rimasto come molti di noi senza biglietto per i Coldplay.

 

Per arrivarci di strada ne ha fatta, non solo in bici: è stato un liceale indebitato, un commesso di Hollister, un animatore in Sardegna, un batterista funky e un brillante laureato in Marketing. Del suo sellino hanno parlato le principali testate nazionali ed emittenti radiofoniche, fino a che “sta faccetta da paraculo” (cit.) convince prima Italia1 e successivamente anche Sky.

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Federico Clapis, da dottore sul web ad artista nella vita

L’appuntamento è alle 17.30 al civico 39 di una via centrale di Milano.
Conosco Federico Clapis da sempre. O almeno mi sembra. Non ci siamo mai incontrati, ma negli anni ho seguito con passione, interesse e curiosità il fenomeno web che porta il suo nome. In sostanza sono uno degli 839.615 like su Facebook, uno dei 134.000 follower su Instagram e una delle milioni di visualizzazioni che i suoi video hanno fatto su Youtube. Insomma, sarà la stessa città, gli stessi Anni ’90 vissuti alla scoperta di internet, sarà lo stesso nome, ma io Federico Clapis sento di conoscerlo da una vita.
Arrivato al citofono, inizio a fissarlo spasmodicamente alla ricerca di un indizio.
Dì la verità: speravi di veder scritto Clapis? Sto cazzo!”.

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Antonio Razzi, faccio lu fess’ per nun fa la guerra

Ospite abituale nei talk show pomeridiani e serali, bersaglio di giornalisti a caccia dell’errore grammaticale facile, intrattenitore in radio o cantante su Youtube. L’abbiamo visto in mille salse e forse ne siamo anche assuefatti al punto da non farci neanche più caso. Eppure Antonio Razzi, 68 anni, senatore della Repubblica Italiana, abruzzese DOC con il pallino della Svizzera, non è solo questo.

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Lorenzo De Silvestri, l’importanza di allenare corpo e mente

Nato a Roma, classe 1988, Lorenzo De Silvestri è senza alcuna ombra di dubbio uno dei terzini italiani più forti degli ultimi anni. Cresciuto nella Romulea, squadra del quartiere San Giovanni della capitale, passa giovanissimo alla Lazio, sua squadra del cuore, dove milita nel settore giovanile fino all’esordio in prima squadra, il 23 luglio 2005, in Intertoto contro il Tampere United a soli 17 anni. Continua a leggere

Alessio Ferrero, searching for NeroArgento

Era il 1971 quando Sixto Diaz Rodriguez, conosciuto più semplicemente come Sixto Rodriguez, cantautore statunitense di origine messicana, diventò famoso a sua insaputa in Australia, Nuova Zelanda e Sudafrica. I suoi brani, composti anni prima nei sobborghi di Detroit e non licenziati da nessuna etichetta, diventarono il simbolo della lotta all’apartheid. Continua a leggere

Rudy Zerbi, video killed the radio star

Fulminea, sarcastica, completa. Sicuramente atipica: quest’intervista avviene nel surreale contesto di uno shopping center dell’hinterland milanese, di quelli in cui le famiglie trascorrono la domenica e a quanto pare anche il sabato sera. Qui, in un anfratto isolato e lontano dalla folla festosa -non si sa bene se per lui o per l’assenza di coda da Mondogel- circondati dalla security e alla presenza di uno dei suoi figli, Edoardo, nonché del mio avvenente accompagnatore, l’intervistato si presta ad un breve ma intenso botta e risposta, un ping-pong verbale che tra il serio e il faceto ce lo fa conoscere un po’ meglio. Continua a leggere