Toni Capuozzo, il mio giornalismo

Nell’epoca delle fake news, del clickbaiting e della post-verità, fare un’informazione completa, pulita e leale è diventato perlopiù una vocazione. Le nuove tecnologie permettono a chiunque di arrivare velocemente a una notizia, senza passare necessariamente dal luogo in cui è avvenuto il fatto o attraverso fonti dirette e attendibili. Tutti processi che, nel tempo, hanno portato la figura del giornalista a essere circondata di un’aurea di diffidenza.

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Piotta, molto più che un Supercafone

Prendete la Roma coatta degli Anni’90, aggiungete un beat proveniente dall’altra parte dell’oceano, shakerate con testi graffianti e spaccati di società e versate delicatamente sui palcoscenici underground della capitale. Quello che otterrete non sarà un semplice genere musicale lontano ormai quasi trent’anni, ma le fondamenta su cui oggi poggia l’intera macchina del rap così come lo conosciamo.

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Lucky Chops, dalla metro di New York ai palchi di mezza Europa

Sono senza ombra di dubbio una delle realtà musicali più curiose, divertenti e sensazionali che hanno invaso il web. Con la loro musica, che amano definire “positiva”, sono arrivati in tutto il mondo prima via etere e poi fisicamente, con un tour da tutto esaurito che ha travolto letteralmente i palchi di mezza Europa.

 

Sono i Lucky Chops, gruppo musicale newyorkese, nato nelle metropolitane della Grande Mela, finito quasi per caso sui social e pronto a esplodere come fenomeno mondiale grazie alla particolarità della sua musica.
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Jake La Furia, vi racconto la mia musica e i Club Dogo

Negli Anni ’90, con il suo flow e il suo freestyle ha conquistato la scena hip hop milanese, diventando uno degli MC più bravi della sua zona. Nei primissimi Anni 2000, invece, insieme al gruppo musicale rap Club Dogo, formato con gli amici Gué Pequeno e Don Joe, ha calcato i palchi di tutta Italia, dando una sterzata ai trend musicali in voga fino a quel momento.

 

Stiamo parlando di Jake La Furia, all’anagrafe Francesco Vigorelli, classe 1979. Figlio del noto direttore artistico pubblicitario Giampietro Vigorelli, Jake (che deve il suo nome d’arte al personaggio Jake the Muss del film Once Were Warriors di Lee Tamahori) è sicuramente uno dei volti più noti e più rispettati del panorama rap italiano.

 

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Marco Maisano, non sono così serio come sembro a Le Iene

Cosa si ottiene combinando il vissuto di un cinquantenne con la sete d’adrenalina di un diciottenne? In tutta probabilità un ventisettenne. Non uno qualsiasi ma Marco Maisano, classe 1989, calabrese dall’accento aretino, inviato alle Iene, conosciuto dai più come quello che parla arabo. E che presidia il delicato crocevia mediatico di droga, terrorismo e immigrazione, sfornando quel tipo di servizi che a logica dovrebbero farti cambiare canale e che invece ti inchiodano lì, come un’ebete, a sperare che non finiscano. A chiederti perché, a incazzarti, a commuoverti, a prendertela con qualcosa, con qualcuno, anche con lui.

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Antonio Razzi, faccio lu fess’ per nun fa la guerra

Ospite abituale nei talk show pomeridiani e serali, bersaglio di giornalisti a caccia dell’errore grammaticale facile, intrattenitore in radio o cantante su Youtube. L’abbiamo visto in mille salse e forse ne siamo anche assuefatti al punto da non farci neanche più caso. Eppure Antonio Razzi, 68 anni, senatore della Repubblica Italiana, abruzzese DOC con il pallino della Svizzera, non è solo questo.

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Rudy Zerbi, video killed the radio star

Fulminea, sarcastica, completa. Sicuramente atipica: quest’intervista avviene nel surreale contesto di uno shopping center dell’hinterland milanese, di quelli in cui le famiglie trascorrono la domenica e a quanto pare anche il sabato sera. Qui, in un anfratto isolato e lontano dalla folla festosa -non si sa bene se per lui o per l’assenza di coda da Mondogel- circondati dalla security e alla presenza di uno dei suoi figli, Edoardo, nonché del mio avvenente accompagnatore, l’intervistato si presta ad un breve ma intenso botta e risposta, un ping-pong verbale che tra il serio e il faceto ce lo fa conoscere un po’ meglio. Continua a leggere