Toni Capuozzo, il mio giornalismo

Nell’epoca delle fake news, del clickbaiting e della post-verità, fare un’informazione completa, pulita e leale è diventato perlopiù una vocazione. Le nuove tecnologie permettono a chiunque di arrivare velocemente a una notizia, senza passare necessariamente dal luogo in cui è avvenuto il fatto o attraverso fonti dirette e attendibili. Tutti processi che, nel tempo, hanno portato la figura del giornalista a essere circondata di un’aurea di diffidenza.

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Piotta, molto più che un Supercafone

Prendete la Roma coatta degli Anni’90, aggiungete un beat proveniente dall’altra parte dell’oceano, shakerate con testi graffianti e spaccati di società e versate delicatamente sui palcoscenici underground della capitale. Quello che otterrete non sarà un semplice genere musicale lontano ormai quasi trent’anni, ma le fondamenta su cui oggi poggia l’intera macchina del rap così come lo conosciamo.

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Mind The Gum, molto più che un chewing gum per la mente

Resilienza s. f. – In psicologia indica la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità.

 

Novembre 2010. Giorgio Pautrie, uno studente ventunenne di Management all’Università Bocconi di Milano, resta coinvolto in un grave incidente stradale. Per lui, sopravvissuto per miracolo, inizia il lungo calvario della riabilitazione, che lo mette fuori gioco per quasi due anni.

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Lucky Chops, dalla metro di New York ai palchi di mezza Europa

Sono senza ombra di dubbio una delle realtà musicali più curiose, divertenti e sensazionali che hanno invaso il web. Con la loro musica, che amano definire “positiva”, sono arrivati in tutto il mondo prima via etere e poi fisicamente, con un tour da tutto esaurito che ha travolto letteralmente i palchi di mezza Europa.

 

Sono i Lucky Chops, gruppo musicale newyorkese, nato nelle metropolitane della Grande Mela, finito quasi per caso sui social e pronto a esplodere come fenomeno mondiale grazie alla particolarità della sua musica.
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Jake La Furia, vi racconto la mia musica e i Club Dogo

Negli Anni ’90, con il suo flow e il suo freestyle ha conquistato la scena hip hop milanese, diventando uno degli MC più bravi della sua zona. Nei primissimi Anni 2000, invece, insieme al gruppo musicale rap Club Dogo, formato con gli amici Gué Pequeno e Don Joe, ha calcato i palchi di tutta Italia, dando una sterzata ai trend musicali in voga fino a quel momento.

 

Stiamo parlando di Jake La Furia, all’anagrafe Francesco Vigorelli, classe 1979. Figlio del noto direttore artistico pubblicitario Giampietro Vigorelli, Jake (che deve il suo nome d’arte al personaggio Jake the Muss del film Once Were Warriors di Lee Tamahori) è sicuramente uno dei volti più noti e più rispettati del panorama rap italiano.

 

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Grido, grazie Gemelli DiVersi e J-Ax ma oggi canto da solo!

C’è un momento, nella storia di ogni cosa, in cui tutto ciò che poi è diventato mainstream ha avuto un inizio. È il momento dei creativi, dei testardi, dei passionali e dei tenaci. Il momento in cui coloro che, contro tutto e tutti, hanno portato avanti un’idea, un sogno, un’ideologia, uno stile di vita, si sono fatti precursori di un qualcosa senza certezza, che ha aperto la strada a generazioni di persone.

 

Tra queste io ci metto Luca Paolo Aleotti, in arte Grido. Il suo nome sicuramente vi suonerà familiare. Un po’ perché condivide il cognome con uno dei personaggi più grandi della scena rap italiana, J-Ax, suo fratello, un po’ perché a cavallo tra gli Anni ’90 e i primi Anni 2000, con il suo gruppo Gemelli DiVersi, ha aperto la strada al pop rap italiano.

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Federico Clapis, da dottore sul web ad artista nella vita

L’appuntamento è alle 17.30 al civico 39 di una via centrale di Milano.
Conosco Federico Clapis da sempre. O almeno mi sembra. Non ci siamo mai incontrati, ma negli anni ho seguito con passione, interesse e curiosità il fenomeno web che porta il suo nome. In sostanza sono uno degli 839.615 like su Facebook, uno dei 134.000 follower su Instagram e una delle milioni di visualizzazioni che i suoi video hanno fatto su Youtube. Insomma, sarà la stessa città, gli stessi Anni ’90 vissuti alla scoperta di internet, sarà lo stesso nome, ma io Federico Clapis sento di conoscerlo da una vita.
Arrivato al citofono, inizio a fissarlo spasmodicamente alla ricerca di un indizio.
Dì la verità: speravi di veder scritto Clapis? Sto cazzo!”.

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Antonio Razzi, faccio lu fess’ per nun fa la guerra

Ospite abituale nei talk show pomeridiani e serali, bersaglio di giornalisti a caccia dell’errore grammaticale facile, intrattenitore in radio o cantante su Youtube. L’abbiamo visto in mille salse e forse ne siamo anche assuefatti al punto da non farci neanche più caso. Eppure Antonio Razzi, 68 anni, senatore della Repubblica Italiana, abruzzese DOC con il pallino della Svizzera, non è solo questo.

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