Matteo Rui, il mio viaggio sta per iniziare

Matteo ha deciso.

Domani salirà su quel volo. L’aereo, che lo porterà a quasi 3000 chilometri da casa, è solo il primo passo di un cammino che lo costringerà lontano da amici e affetti per oltre 500 giorni.

Fino ad oggi abbiamo sempre sentito la voce di chi, di ritorno da un’esperienza simile, ha voluto raccontarci il suo viaggio ex post. Quello che vogliamo fare oggi, invece, è dar voce a un ragazzo di 28 anni, che dopo una breve e forte esperienza lavorativa ha preso la sua decisione: mollare tutto e girare il mondo.

Questa è la sua storia. La storia di Matteo Rui.

 

Matteo, presentati brevemente a chi non ti conosce…

“Mi chiamo Matteo, sono un ragazzo di 28 anni, che dopo un’esperienza universitaria di 5 anni si è trovato proiettato nel mondo del lavoro. Dopo 3 anni come consulente aziendale, però, mi sono accorto che la strada intrapresa non la sentivo mia. Non era quella giusta per me. Questo mi ha spinto a guardarmi dentro, scandagliare le mie passioni e prendere una decisione tanto folle quanto importante: partire per un viaggio in giro per il mondo”.

 

 

Ti ricordi il momento esatto in cui hai preso questa decisione?

“In realtà la decisione, presa nel giro di una notte davanti al computer con una bottiglia di Campari, è stato l’atto finale di un percorso lavorativo abbastanza lungo e travagliato, che mi stava portando via tutte le energie. Dopo un anno e mezzo di lavoro a ritmi massacranti e stressanti, mi è stata fatta la promessa di una promozione. Guardando al ruolo che sarei andato a ricoprire, però, non riuscivo a vedere una serenità. Non riuscivo ad essere felice. Fondamentalmente non sarebbe cambiato nulla. Anzi, forse nei ritmi sarebbe persino peggiorato. Per questo motivo ho iniziato a guardarmi dentro. Ho iniziato ad analizzare le mie scelte e a individuare le mie passioni”.

 

E…?

“Mi sono chiesto: Se non avessi nessun vincolo, cosa faresti? In quel momento ho capito che la mia voglia di partire e conoscere il mondo, le sue realtà e le sue culture era più forte di tutto il resto”.

 

Così prendi la tua decisione…

“La mia idea in realtà era quella di reinventarmi. Il lavoro che stavo facendo non lo sentivo mio. Certo, era stato molto formativo come percorso, ma avevo bisogno di ripartire da una nuova certezza. Volevo coltivare questo mio sogno. Così ho deciso. Era arrivato per me il momento di seguire il mio istinto e la mia passione e partire”.

 

Tra l’altro dal tuo profilo Instagram noto che per te il viaggio è una costante…

“Sì, assolutamente. Ho fatto qualche giretto. Viaggiare è da sempre la mia passione. Ogni volta che potevo organizzavo un viaggio. Mi ha segnato molto, però, in vista di questa esperienza, il mio primo viaggio da solo. Dovevo andare a Chicago per lavoro, così ho attaccato qualche giorno di ferie e sono partito per girarmi un po’ gli Stati Uniti. Avevo sempre vissuto il viaggio come un’esperienza tra amici, invece mi è piaciuto molto vivermelo da solo. Credo che si riescano a vedere molte più cose, molti più posti, ti viene voglia di conoscere gente nuova. Forse anche questo mi ha spinto a prendere la mia decisione”.

 

Ecco, la tua decisione. Spiegaci nel dettaglio: come sarà il tuo viaggio?

“Partirò in aereo per Mosca. Lì inizierà il mio viaggio. Prenderò la versione originale della Transiberiana. Passerò 7 giorni sul treno come si faceva una volta. Arrivato a destinazione, a Vladivostok, scenderò e attraverserò tutta l’Asia: Cina, Vietnam, Thailandia, Cambogia, India, Indonesia. Poi prenderò un volo per gli Stati Uniti. Lì, un po’ per questioni di budget e un po’ perché ho già visitato i luoghi in buona parte, vedrò poco. Scenderò infatti in America Centrale e America Latina, fino alla Patagonia. Poi da Buenos Aires prenderò un volo per il Sudafrica, da dove ripartirà la mia risalita verso l’Europa. Ultima tappa Egitto, da dove prenderò un aereo per casa”.

 

 

Tempo stimato?

“Un anno e mezzo. Ho calcolato più o meno 6 mesi per continente”.

 

Quando partirai?

“Il volo per Mosca ce l’ho sabato 3 giugno”.

 

Passiamo alla parte venale del viaggio, ma forse quella che più blocca chi come te decide di intraprendere un’avventura simile: il budget. Tu come farai con i soldi?

“Come ti dicevo, è un po’ di tempo che meditavo questa scelta. Questo mi ha permesso di mettere via un po’ di soldi. Stimando un budget giornaliero di circa 30 dollari dovrei riuscire a mantenermi per tutta la durata del viaggio. Non ho intenzione di fare il turista, dormendo in hotel o facendo tappa nelle diverse attrazioni. Voglio vivere i luoghi con i mezzi e gli occhi di uno del posto”.

 

Non prendi in considerazione delle collaborazioni in itinere?

“Ti confesso che sono abbastanza appassionato di marketing e business online. Per questo ho sempre avuto molte idee per la testa (poi tralasciate per colpa del lavoro). Però mi piacerebbe studiarmi un po’ queste possibilità. Quello che non voglio è che vincoli commerciali forzino il mio viaggio. È un’esperienza mia e voglio vivermela al massimo, come ho sognato fin da bambino”.

 

Avremo la possibilità di seguirti?

“Sicuramente su Instagram. Sto aprendo anche un canale Youtube. Anche se mi butto ora nel montaggio di video, spero di produrre contenuti buoni, che permettano a chi mi segue di apprezzare i posti che vedo”.

 

Passiamo alla valigia. Dimmi così, di getto, 3 cose che ti porterai…

“Sicuramente la carta igienica. Per esperienza ti dico che in viaggio ce n’è sempre bisogno. Poi sicuramente il costume e la macchina fotografica”.

 

3 cose che invece non porterai?

“Ho scelto di portare pochi medicinali. Solo Tachipirina e pastiglie per la malaria, che mi serviranno quando sarò in Africa. Poi in realtà le altre due cose fanno capo all’abbigliamento, che ho dimezzato per comodità…”.

 

Con che tipo di valigia si parte per fare un viaggio del genere?

“Partirò con uno zaino da viaggio da 70 litri. Ovviamente riempito per meno di metà in modo da non sforare dai 23 concessi dalle compagnie aeree. A parte, invece, avrò uno zainetto, contenente macchina fotografica, computer e altre cose tecnologiche. Sarà con quello che girerò le città”.

 

Partire per molti versi vuol dire lasciare. Famiglia, amici. Tu come la vivi?

“Onestamente non ci ho ancora pensato. O forse faccio di tutto per non pensarci. Certo, a casa sono un po’ preoccupati. È normale. Ma io cerco sempre di sviare l’argomento. Gli amici, poi, dicono che vogliono venirmi a trovare in giro per il mondo, quindi molte persone le rincontrerò. Altre magari no. Altre ancora, magari, per quando tornerò saranno sposate con figli. Poco male, sarò una persona diversa anche io”.

 

Cosa ti auguri per il tuo viaggio?

“Mi auguro di vedere luoghi che fino ad oggi ho visto solo in tv e letto sui libri. Mi auguro di conoscere in ogni luogo dei miei coetanei, per capire la loro cultura e vedere come vivono”.

 

Dì qualcosa al Matteo che tornerà tra un anno e mezzo.

“Spero che tu te la sia vissuta al massimo, sfruttando al massimo ogni momento, ogni opportunità e conoscendo ogni persona che hai incontrato sul tuo cammino, senza esserti fatto sfuggire nulla”.