Mind The Gum, molto più che un chewing gum per la mente

Tu cosa sognavi di fare da piccolo?

“Io, forse come tanti bambini, da piccolo vedevo un futuro nell’azienda di famiglia, che commercia acciaio inossidabile. Ho sempre pensato che un giorno avrei preso in mano io la gestione”.

 

E invece Mind The Gum è stato il primo passo per un’idea imprenditoriale tutta tua…

“Dopo aver frequentato una lezione con Mario Moretti Polegato, fondatore di Geox, ho deciso di intraprendere la mia avventura imprenditoriale. Ho quindi deciso di rimboccarmi le maniche e grazie a Bruno Pavesi, consigliere Delegato dell’Università Bocconi ho scoperto che l’ateneo stava per creare un acceleratore in partnership con il Comune di Milano. Si tratta di quello che oggi conosciamo come SpeedMiUp. Dovevo iscrivermi”.

 

E tu partecipi…

“Partecipiamo e vinciamo. Nel frattempo il nostro professore di Venture Capital, che mi aveva aiutato con il business plan e che gestisce un boutique di investment banking, si appassiona alla nostra idea e ci fa partecipare a un elevator pitch, nel quale consegniamo i nostri dati per arrivare a una valutazione dell’azienda”.

 

Gli piace così tanto che alla fine entra in società…

“Esatto, diventa uno dei fondatori di Dante Medical Solutions assieme a me, mio fratello Carlo e Farmacia Legnani. Il fatto che ci fosse lui, con la sua esperienza, ad affiancarci da un punto di vista operativo è stato molto importante”.

Come avete iniziato a farvi conoscere?

“Siamo Partiti da Milano, dalla nostra università perché era l’ambiente a noi più vicino. Abbiamo sponsorizzato alcune feste studentesche e sfruttato tantissimo i nostri contatti personali, gli amici e i conoscenti. Siamo riusciti così raggiungere tutte le università della zona. Non si trattava di una strategia strutturata, come quella di adesso, ma è stato fondamentale per capire il reale interesse degli studenti e come potesse rispondere il mercato a un prodotto cosi innovativo”.

 

Quando hai avuto la percezione che ci fosse un reale interesse?

“Quando abbiamo lanciato il sito ed è andato in crash per due volte nel giro di mezz’ora. Il giorno dopo ero in posta a spedire il prodotto in mezza Italia”.

 

Quando invece hai capito che sarebbe diventato il tuo lavoro?

“All’inizio c’eravamo detti che se entro tre mesi non avessimo raggiunto l’obiettivo, avremmo lasciato perdere. In realtà l’abbiamo raggiunto dopo 15 giorni”.

 

E questo vi ha portato a farvi conoscere anche fuori dalle università.

“Il 2016 è stato un anno fondamentale per noi. Abbiamo venduto più di mezzo milione di pezzi in più di 500 punti vendita sparsi in 16 città italiane. Il 2017 l’abbiamo iniziato concludendo degli accordi con la distribuzione farmaceutica, che ci permetterà di essere presenti capillarmente in tutta Italia”.

 

Ma nel futuro non c’è solo l’Italia…

“Attualmente, dopo aver vinto un bando di AssoCamereEstero, che ci permette di essere operativi a Londra per 6 mesi con i loro uffici e le loro reti distributive, abbiamo realizzato il sogno di distribuire Mind The Gum anche in Inghilterra. Abbiamo studiato il mercato e l’ambiente: lo stile di vita frenetico, la propensione all’acquisto online e la competitività accademica hanno creato un terreno fertile nel quale noi vogliamo muoverci. Inoltre, in questo contesto, Mind the Gum si inserisce anche con un valore sociale non indifferente. Nel Regno Unito c’è un serissimo problema relativo all’utilizzo massivo di Smart Drougs da parte degli studenti, il nostro prodotto rappresenta un’alternativa sana ed efficace”.

 

Che obiettivi avete per il fatturato?

“Ragioniamo in termini giornalieri: siamo partiti da 100 euro, arrivando a luglio 2016 a 500. L’obiettivo era arrivare a 1000 entro dicembre, ma già a settembre avevamo superato il goal. Sempre a settembre siamo andati in breakeven, registrando un utile. Il nostro obiettivo è farlo crescere del 20% ogni mese”.

 

Che progetti avete invece per il futuro del prodotto?

“Vogliamo sviluppare Dante Medical Solution, che è la nostra società, su due linee: una linea che possiamo definire (tornando al prodotto originale) Mind e una Gum. Quella Gum va a sfruttare l’efficacia del metodo di assorbimento sublinguale e della masticazione con una linea di prodotti in chewing gum che ci permettono di poter proporre prodotti efficaci in maniera diversa (un’innovazione a livello farmaceutico); la linea Mind, invece, svilupperà prodotti per il benessere del sistema nervoso a 360 gradi, con prodotti di uso giornaliero e notturno”.

 

Cosa ti senti di dire a chi ancora non ha provato Mind The Gum?

“Quello che ci tengo sempre a dire è che Mind The Gum non è qualcosa di magico che risolve i problemi. È destinato a chi ha una forte motivazione e passione. È un plus, è al tuo fianco ma non lavora al posto tuo”.

 

Grazie Giorgio, passiamo ora ai Twig. Quali storie vuoi segnalarci?

“La prima storia che vi segnalo è quella di successo di Cerca Officina. Sono due ragazzi partiti 3 anni fa con l’idea di realizzare un sito che potesse indicare all’utente l’officina più vicina in caso di necessità, adesso sono un’azienda valutata a dicembre 7 milioni di euro. La seconda è Wash Out. Loro hanno rivisto il modo di farsi lavare l’auto. La terza e ultima è quella di Wami. Loro fanno bottigliette d’acqua con una finalità sociale forte. Quando la compri, infatti, con quell’acqua regali 100 litri d’acqua a un Paese dell’Africa. A differenza di altre iniziative, loro prima creano i pozzi, poi si ripagano con la vendita d’acqua”.

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