Matteo Brucato, viaggio tra Milos Krasic, Caronte, e Cose molto Tumblr

Chi di noi non hai mai passato qualche minuto – o qualche ora – navigando tra contenuti ironici su Facebook? Diciamolo, il video demenziale o l’immagine senza senso hanno sempre il loro fascino, al punto che le pagine che propongono tali contenuti sono seguitissime e hanno un numero di followers enorme. C’è qualcosa che fa sì che, nonostante gli impegni o gli appuntamenti improrogabili, rimaniamo spesso attaccati al monitor di un computer o allo schermo dello smartphone in cerca di una risata o di uno scandalo. Tra le pagine che hanno questa forza attrattiva nei confronti del popolo della rete, c’è, senza dubbio, “Cose molto Tumblr”, che vanta più di un milione di iscritti e che, ogni giorno, ci fa sorridere con i suoi post. Grazie alla segnalazione di Emiliano Negri, abbiamo avuto il piacere di intervistare telefonicamente il suo admin e inventore, Matteo Brucato, che ci ha svelato cosa si cela dietro al successo di questa pagina.

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Ciao Matteo, ci racconti il percorso che hai intrapreso prima di arrivare a gestire una pagina così seguita come “Cose molto Tumblr”?

“Sai, prima di “Cose molto Tumblr” avevo già avuto qualche idea e creato delle pagine. La prima, in realtà, era palesemente destinata a fallire ma mi divertiva (ride, ndr). Era una pagina dedicata a un calciatore di cui mi ero interessato, Milos Krasic. In poco tempo aveva raggiunto circa 7000 contatti, avevo 16 anni ai tempi. Un’altra avventura è stata quella con la pagina “ Caronte che canta a squarciagola Highway to hell, traghettando”. I post avevano a che fare con pezzi o titoli di canzoni, con l’aggiunta di meme. Aveva uno stampo comico e, devo dire, anche quella andò abbastanza bene, fino ad arrivare a circa 110mila followers”.

 

Poi come è nata l’idea di “Cose molto Tumblr”?

“La pagina è nata ad Aprile 2014. Avevo iniziato a notare, sui social, e su Tumblr in particolare, frasi di ogni sorta con un’impaginazione figa, con degli sfondi curati e d’effetto. Da lì l’idea della pagina che, di fatto, riprende questo concetto ma con un’impronta più ironica. I post che faccio, nella sostanza, si basano su quelle frasi, spesso anche banali, che una quindicenne qualunque potrebbe scrivere su Facebook o altri social, ma con uno sfondo di impatto, stile Tumblr appunto. Il gioco sta nel contrasto che si crea tra la frase e l’impaginazione figa”.

 

Ora la pagina conta più di 1 milione di “mi piace”, te lo saresti aspettato?

“No, assolutamente. Inizialmente tra l’altro, tutto era iniziato sul mio profilo, avevo cominciato per divertirmi, per gioco. Non ho mai voluto che la pagina funzionasse a tutti i costi, infatti non ho mai nemmeno seguito chissà quale strategia o fatto promozione. Settimana dopo settimana sono arrivati sempre più like, fino al numero attuale, che al momento fatica un po’ ad aumentare, ma non mi lamento. Anche perchè tuttora lo faccio come hobby, non si tratta della mia attività principale ma, ovviamente, serve tempo per seguirla e creare i diversi post”.

 

Quindi “Cose molto Tumblr” non è per te anche un lavoro? Cosa fai e di cosa ti occupi principalmente?

“No, non lo definirei un lavoro, anche perché non potrei mai vivere di questo. Io attualmente studio design alla Naba di Milano, mi manca da consegnare quella cosa che inizia con la “T” e finisce con “esi”, scusa ma solo a pronunciarla mi viene l’ansia! (ride, ndr). Poi sì, il successo della pagina mi ha creato qualche possibilità lavorativa, e soprattutto mi ha dato modo di conoscere diverse persone, da amministratori di altre pagine fino a qualche follower appassionato”.

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Parlando proprio di questo, come admin di una pagina così grande, hai avuto modo di conoscere altri “personaggi del web”?

“Sì tantissimi, ad esempio è successo con i ragazzi della “Fabbrica del degrado”; la cosa bella è che sono nate anche delle amicizie nella vita reale. Mi è capitato di partecipare anche ad alcuni “raduni” di fan e creatori di alcune pagine. Una volta, in occasione di uno di questi eventi, mi è capitato di ospitare un ragazzo a casa; dopo quell’occasione siamo diventati molto amici, tanto che l’anno successivo abbiamo organizzato le vacanze insieme. Poi ci sono tante persone che ti scrivono per darti opinioni o fare commenti sui contenuti della pagina, alcuni ti danno anche dei suggerimenti”.

 

E per quanto riguarda i contenuti dei post, che sono numerosi ogni giorno, te ne occupi sempre tu? Hai dei collaboratori?

“No, la scelta dei contenuti e la loro realizzazione sono cose che seguo sempre io. In generale scorro la home e mi lascio ispirare da quelle persone che, per quello che scrivono, non sai mai se cancellare o se mantenere tra gli amici solo per farti due risate o per deriderle. Prendo quelle frasi un po’ scontate o un po’ assurde, poi le inserisco su uno sfondo figo che, a volte, fotografo io stesso, e il gioco è fatto. Capita anche di seguire un po’ il trend del momento, un argomento di cui si parla particolarmente sui social che in tanti possono cogliere. Vedi fenomeni come “Pokemon Go”che ora sta spopolando, o personaggi come Andrea Alongi; se guardi su “Cose molto Tumblr” ci sono diversi post a riguardo. La cosa difficile più che altro è la continuità con cui devi seguire la pagina per farla funzionare”.

 

Considerato che, come mi hai detto, lavori e studi, quanto tempo dedichi a “Cose molto Tumblr”? E come fai a seguirlo con così tanta costanza?

“Sai, quando una cosa ti piace e ti diverte un po’ di tempo lo si riesce a trovare. Solitamente quando mi chiedono “Ma come fai?”, rispondo “Guarda le mie occhiaie!”. E’ un po’ impegnativo se hai anche altre cose da fare, infatti ora pensare di aprire e gestire qualche altra pagina non è che sia proprio la mia ambizione. Non sono motivatissimo a riguardo. Ho diverse idee ma vorrei aspettare il momento giusto e soprattutto avere il tempo per seguirle bene. ”Cose molto Tumblr” rimane un divertimento, nonostante i numeri abbastanza grandi che fa”.

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Immagino tu segua anche altre pagine e, soprattutto, sia un appassionato di contenuti sul web. C’è qualche altra pagina che ti fa particolarmente ridere? O qualcuna che, invece, non ti piace proprio?

“Ce ne sono diverse che mi piacciono, in generale quelle apparentemente senza senso o basate su uno humour abbastanza assurdo. Mi viene in mente “Dogecore” o “Dinosauri onesti” che mi fanno morire. Quelle che non sopporto sono le pagine destinate a un pubblico, generalmente più in là con l’età, che non è molto ferrato col web e coi suoi meccanismi. Per capirci quelle che linkano articoli con titoli pompati o con annunci tipo “Guarda qui!”, “Assurdo, scandaloso”, che approfittano di chi non è così abile nel capire l’inganno solo per guadagnare qualche click.

Poi ci sono quelle che copiano contenuti di altre pagine e li spacciano per propri; anche a me è capitato che lo facessero, è una cosa abbastanza odiosa. Infine non sopporto tutte quelle pagine che alimentano razzismo o odio, con contenuti fatti di ignoranza e false fonti”.

 

Matteo, hai detto che al momento l’idea di aprire altre pagine non è tra le tue ambizioni. Quali sarebbero i tuoi desideri a livello professionale quindi? In che campo ti piacerebbe lavorare?

“In generale mi piacerebbe lavorare nel campo della comunicazione o nel mondo dei social. Il web è ormai un mezzo potentissimo, che sta sostituendo i classici media giorno dopo giorno. Questo vale anche per la pubblicità ad esempio, diversi brand sfruttano moltissimo i social per raggiungere il proprio target. In questo senso l’idea di lavorare in questo settore non mi dispiacerebbe, con quelle capacità che, piano piano, provo ad acquisire. La gestione di una pagina che funziona bene senza dubbio ti aiuta a mettere in mostra te stesso, con le idee e i contenuti che proponi e che presenti”.

 

Grazie davvero Matteo, passiamo ora ai tuoi Twig. Quali storie vuoi segnalarci?

“Come prima storia vi segnalo quella di Mattia Labadessa, che segue, appunto, la pagina Labadessa; la trovo molto bella sia dal punto di vista dello stile che dei contenuti. Poi vi farei il nome di Piermatteo Grieco de “Il superuovo”. Infine vi suggerirei di intervistare i ragazzi di Carlini Nichilisti, altra pagina che trovo molto valida”.