Ginny Chiara Viola, le stelle senza trucco

C’è chi in famiglia lo ascolta tutte le mattine, tra i nostri amici c’è sempre qualcuno che ne parla per valutare le personalità altrui, e chi di noi non ha mai detto almeno una volta nella vita di “avere la luna storta”? L’oroscopo fa parte della nostra vita quotidiana, che ci si creda o meno. Ma conosciamo davvero questo mondo? Cosa accade nel “dietro le quinte” dell’astrologia?

Per capirlo ci siamo rivolti a “Ginny” Chiara Viola, frizzante astrologa dal profilo quanto mai eclettico. L’avrete vista salendo sull’autobus o viaggiando in metropolitana: è il volto, il braccio e la mente de “L’oroscopo in pigiama”, nonché la fondatrice del blog “Una parola buona per tutti”.

L’abbiamo contattata su segnalazione di Luce Bonzano e, grazie alla sua disponibilità, abbiamo potuto fare una chiacchierata davanti a un caffè. Ecco quello che ci siamo detti.

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Come è nata questa tua passione per l’astrologia?

“Per caso, davvero. Al tempo lavoravo per una concessionaria di pubblicità e una casa editrice. Un giorno è stata convocata una riunione di redazione per decidere sulla creazione di un nuovo giornale che parlasse di Milano. Il capo ha invitato tutti a partecipare al progetto, allora io, dal fondo della stanza, come al solito da ultima della classe, ho alzato la mano e ho detto: “Io faccio gli oroscopi!”

Non ci avevo dato peso, avrei potuto dire qualsiasi altra cosa, tant’è che me ne dimenticai fino a che il direttore mi segnalò il fatto che dovevo consegnare gli oroscopi il giorno dopo. Agguantai un'”Astra” e una bottiglia di vino e misi in pratica un po’ di tutto quello che avevo studiato nella vita fino a quel momento: sono infatti laureata in Storia della Pubblicità e ho un Master in Scrittura Creativa. Scrittura, empatia ed “Astra” quella volta mi salvarono. Poi, dopo due o tre uscite di quel giornale, ad una festa ho incontrato un’amica: “Sai, ho letto un oroscopo meraviglioso, parlava delle mutande.” Dato che i miei oroscopi avevano sempre un tema specifico, lo riconobbi subito dalla descrizione: era il mio! Inoltre mio marito calcò la mano suggerendomi di aprire un blog. Lo feci e successe una cosa strana: amiche mie, anche con una vita intensa, vollero unirsi al progetto. Ora siamo un team”.

 

Ma “fare l’astrologo” è una professione?

“Sì, certo! Infatti, quando mi sono resa conto che il tutto stava prendendo piede, ho cominciato ad informarmi. Tutti iniziano da autodidatti, poi ci si lega ad un astrologo e a una scuola di pensiero: io ho seguito Marco Pesatori, un astrologo milanese molto famoso che scrive anche su Repubblica.

Ho imparato le caratteristiche dei segni zodiacali, dei pianeti e come questi interagiscono tra di loro. Il mettere assieme tutto è una capacità che si acquisisce col tempo, piano piano.

Il punto focale è determinare il “tema natale” di una persona, ovvero l’immagine di come erano i dieci pianeti dell’ascendente nel momento esatto in cui una persona è nata. E’ qualcosa di personale come l’impronta digitale e da lì si inquadra la personalità di una persona, la sua indole. Giuro che ci si becca al 90%, soprattutto con chi non si conosce, perché non si è influenzati da ciò che si sa dell’altro.

E’ uno studio geometrico, in qualche modo: ci sono tabelle che ti dicono come sono posizionati i pianeti, quello che devi mettere di tuo è l’interpretazione. E qui arriviamo alla questione della psicologia: ad un certo punto ho compreso che ciò che attirava la gente era il fatto che volessero essere coccolate. C’è proprio voglia di raccontarsi: siamo sempre un po’ di fretta, per cui ci si ascolta poco.

Quindi serve empatia e, nuovamente, studio. Attualmente mi sto soffermando sull’astrologia legata alla psicanalisi. In questo filone si collegano i pianeti agli archetipi della vita (la figura materna, paterna, etc) e poi sta a me interpretare. Pensaci, ti abbandoni all’astrologia quando l’astrologia è capace di dirti qualcosa che tu non hai il coraggio di dirti. Io non dico niente di così straordinario, ma le persone cominciano a guardare le cose che gli stanno succedendo da un punto di vista diverso. Cerco sempre di spronarle, di far trasparire il fatto che debbano affrontare la vita, agire. Il mio è un approccio consulenziale, terapeutico, ma proprio per questo studiare è fondamentale, altrimenti si rischia di dire cose sbagliate alla persona che ti sta di fronte, cose che possono limitarla o farle del male”.

 

La forza del tuo oroscopo sta anche in un altro fattore: la gente lo considera “trendy”, ma che cosa lo rende tale? Cosa ti differenza dagli altri astrologi?

“Innanzitutto l’oroscopo di tutti i giorni, quello che prende in considerazione solo il segno, rientra in una categoria ben diversa dal “tema natale”. Per quanto mi riguarda fa parte dell’intrattenimento, in quanto è molto meno preciso. Quello che normalmente si legge sul giornale si riferisce alla posizione del sole rispetto ai segni. Si capisce che, se ci fermassimo a quello, saremmo tutti divisi in dodici macrocategorie, ma un segno è composto da trenta giorni, quindi chi è nato il primo giorno di un segno avrà una situazione diversa rispetto a chi è nato l’ultimo giorno di esso.

In questo caso associo altri temi come la cucina, la moda eccetera. Il gioco sta nel non prendersi sul serio.

Inoltre sto sfruttando tutte le tecniche del web: sono una blogger che invece di parlare di moda parla di astrologia. Questo mi dà visibilità, certamente”.

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Inoltre apertamente parli del fatto che il tuo blog sia un ponte tra chi vende un prodotto e il cliente finale, come se il tuo servizio fosse un po’ anche il collegamento tra le due figure. Questa formula come ti è venuta in mente?

“Quella è deformazione professionale, il marketing c’era già prima dell’astrologia. Le aziende stanno cercando sempre di più dei contenuti, e l’oroscopo è un contenuto divertente, leggero, perché così dev’essere preso, senza la pretesa di voler insegnare o consigliare niente a nessuno tramite un oroscopo di due minuti. Certo, poi diventa una cosa carina, coinvolgente, interessante, con cui uno si identifica; perché se io ti propongo dodici libri, so quali sono le caratteristiche del segno, lo so che se a un Sagittario propongo un libro di viaggi gli piace. E anche per le aziende è un modo nuovo per dare un contenuto e veicolare un’informazione”.

 

Ma la gente si riconosce nel segno? E chi è il tuo ascoltatore/commentatore tipo?

“Beh, quasi tutti si riconoscono nelle caratteristiche del proprio segno zodiacale. Ho fatto fare una ricerca sui tatuaggi ed è venuto fuori che moltissimi si tatuano il proprio segno zodiacale. E’ qualcosa che dura tutta la vita e ti rappresenta, quindi la risposta mi pare evidente.

Per quanto riguarda chi mi segue: l’oroscopo è donna, al 90%. Poi però ci sono i curiosi. E gli uomini scettici, prima fanno finta di niente quando gli dici che di lavoro fai l’astrologa, poi pian piano ti chiedono cose degli altri, soprattutto sulle donne. Sia chiaro, gli uomini che usano l’oroscopo per “tacchinare” conquistano sicuro! Insomma, si possono snocciolare un po’ di conoscenze e fare colpo! Penso che farò un bigino, acquistabile online, di frasi da dire a una donna di un certo segno…ovviamente con la formula soddisfatti o rimborsati (ride, ndr)!”

 

Eppure non è forte la tendenza a trovare le conferme in quello che è stato previsto, anche se poi non accade effettivamente?

“Funziona esattamente così, come col meteo: quante volte uno ha detto “oh, davano pioggia e invece c’è il sole”, ma poi continui a guardarlo. Tutto quello che è previsione piace, soprattutto quando è leggera: ho tanta gente che non si fa leggere il “tema natale” appositamente, ma quando si tratta dell’oroscopo quotidiano si divertono.

Per evitare problemi con l’oroscopo quotidiano, che è abbastanza impreciso, io lavoro molto con la luna, un pianeta che non ti stravolge la vita, molto veloce: se è in un segno e questo ha la luna contro, ho il 50% di possibilità di averci preso, perché ogni giorno la luna attraversa 15 giorni di un segno. Già si restringe il campo. Marte, invece, è più lento, rischi di dirlo ad un segno, ma magari è solo su una parte di esso”.