Fabio Rovazzi, talento, creatività e passione al servizio del web

L’avete visto correre nudo per Milano con Rocco Siffredi e Fedez nel video musicale di “Non c’è due senza trash”, ve lo siete ritrovati su RaiDue con J-Ax a Sorci Verdi, la sua pagina Facebook conta più di 120mila like. Stiamo parlando di Fabio Rovazzi, giovane web-star con una spiccata propensione al viral e dalla creatività fuori dal comune.

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Grazie alla segnalazione fatta da Edoardo Mecca, abbiamo avuto modo di fare due chiacchiere con lui in un bar di Milano. Ci siamo fatti raccontare i suoi inizi, le sue passioni per il web e il videomaking e tutte le dinamiche che si celano dietro la realizzazione di video capaci di fare milioni di visualizzazioni. Il tutto, ovviamente, raccolto grazie alla grandissima disponibilità che lo contraddistingue. Questa la nostra intervista.

 

Fabio, mettendo per un attimo da parte il personaggio televisivo e la web star che tutti conoscono, raccontaci brevemente chi sei.

“Sono un ragazzo di 22 anni parecchio psicopatico (ride, ndr). Non ho un’identità ben precisa. Ogni volta voglio essere qualcosa di diverso. Chi mi conosce, come i miei amici, lo sa. Ho fatto il liceo artistico e ho lasciato senza motivo al quarto anno, a un passo dal diploma. A quel punto ho cominciato a lavorare nelle discoteche, arrivando a fare video per le serate. Amo appassionarmi e seguire le mie passioni. E’ stato proprio lì che ho fatto la conoscenza del videomaking. Prima con Leonardo De Carli, che ho conosciuto una sera in discoteca, poi con Edoardo Mecca, che mi ha suggerito di aprire una pagina Facebook. L’ho fatto e ho iniziato a caricare i miei video, riscontrando inizialmente un discreto interesse. Poi ci sono stati i video con Fedez, Sorci Verdi con J-Ax e ora sta per uscire una mia canzone con Universal. Il tutto non ha molto senso. Sono molto liquido, amo cambiare forma ogni volta. Mi sento in continua evoluzione. Sul lato personale sono una persona molto riservata, che odia uscire, che odia vedere le persone e che spende un sacco di soldi senza motivo in magliette, vestiti e attrezzatura elettronica. Sono un po’ strano (ride, ndr)”.

 

Quali sono i tuoi interessi più grandi?

“Adesso il mio interesse più grande è quello per il videomaking. Ora vivo per questo. Dico “ora” perché mi conosco. Tra un po’ potrei cambiare idea e dedicarmi totalmente ad altro. Mi piacciono molto anche l’elettronica e la moda. Sono veramente accanito su queste cose. Un altro forte interesse, invece, è quello per la musica elettronica, campo in cui ho cercato di unire la mia passione per la musica e quella per i video, realizzando clip per diversi artisti tra cui Merk & Kremont. Sempre in questo settore mi sto aprendo un’altra strada verso la realizzazione di video musicali di artisti italiani. Ora sto girando un video per Fred De Palma”.

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Com’è stato il tuo approccio al mondo del web?

“Una sera, quando facevo il pr all’Old fashion, ero ubriaco e ho incontrato Leonardo De Carli. E’ stato lui a farmi conoscere per primo il web. Quando vivo in un mondo io mi concentro solo su quello, il resto lo lascio perdere. E’ così che ho cominciato a conoscere le dinamiche di questo mondo. All’inizio aiutavo Leo a fare i video, stando dietro la telecamera. E’ una cosa che faccio tutt’ora e che amo fare. A un certo punto, però, mi sono chiesto perché non provare a stare davanti all’obiettivo. Così ho iniziato a girare, montare e pubblicare video. Un altro momento fondamentale della mia vita è stato l’incontro con Andrea Pellizzari, il Mr. Brown de Le Iene. Una sera ero in una nota discoteca milanese con la mia videocamera a filmare un mio amico che faceva il dj, lui mi ha visto, mi ha chiesto se facessi video e mi ha dato il suo numero. Pazzesco, Andrea Pellizzari, Mr. Brown, il mio idolo! Lui mi ha iniziato al mondo dell’editor, facendomi girare un sacco di video, alcuni anche per la televisione. Se non ci fossimo incontrati io probabilmente sarei ancora in discoteca”.

 

Youtube e Facebook. Oggi, rispetto a qualche anno fa la gente predilige Facebook per far conoscere i propri video, perché?

“Facebook è molto più fruibile e accessibile da tutti. Conosco molte più persone che hanno un account Facebook rispetto a quelle che ne hanno uno Youtube. Facebook ormai è alla portata di tutti: anche mia mamma, per esempio, ha un profilo. Il feed, il like o il commento lo lasciano più volentieri lì. In questo momento, per emergere, forse è una piattaforma più semplice, perché di portata più ampia. Più semplice però non vuole dire più facile. Il vantaggio principale è che su Facebook per far diventare virale un tuo contenuto hai la possibilità di sponsorizzarlo. Questo è importantissimo e fondamentale per ampliare il pubblico. Una cosa che paradossalmente su Youtube non si può fare, oppure lo si può fare, ma solo attraverso Facebook o un altro social. Ora, a conferma di quanto ti ho detto prima sul mio cambiare idea continuamente e sull’essere un po’ pazzo, ti dico che sto aprendo un canale Youtube, su cui caricherò una canzone e alcuni vlog molto interessanti e particolari”.

 

Che rapporto hai con i Social?

“Prima di diventare un personaggio del web, con i social avevo un rapporto morboso. Oggi no. Non perché ora io sia famoso, ma semplicemente perché fare video tutto il giorno, tornare a casa, entrare su Facebook e vedere ancora video, a un certo punto rischi di impazzire. Poi Facebook lo uso per mettere mi piace alla figa, questo è importante!! Il like dovrebbe esistere solo per quello (ride, ndr). Non mi faccio grossi problemi, se fossi famoso forse…”.

 

Ti sottovaluti?

“Molto. A volte chi mi sta intorno si incazza con me per questo. Credo sia meglio così però. Ti faccio un esempio: i video che faccio non mi piacciono. Per me questo è un enorme punto di partenza per crescere e lavorare sempre meglio. Adesso ho fatto una canzone che fa cagare (ride, ndr). Non ho una grande aspettativa su questa cosa. A me sta bene così, perché se poi va male non ci rimango male, se invece va bene tanto meglio. E’ una sorta di autodifesa”.

 

Come nasce l’idea di un video?

“Innanzitutto devi guardare tutti i video che sono presenti in rete e cercare di non fare le stesse cose. Io sono di quest’idea. Meglio fare un video originale all’anno piuttosto che farne uno al giorno copiando. E’ sempre bello trovare qualcosa di nuovo da fare e registrare. Ti faccio un esempio: uno dei miei video più visualizzati è quello su “Come evito il sabato sera”. Quello è un video che non ha mai fatto nessuno. L’idea mi è venuta alle 4 di notte di un sabato sera, mentre tutti mi scrivevano di uscire e io volevo stare a casa. Mi sono messo lì, con il mio cavalletto, e ho girato e montato tutto. E’ una figata, perché quando trovi l’idea fresca e originale la soddisfazione è immensa rispetto a quando copi qualcosa o qualcuno. A volte mi ispiro anche io, sia chiaro, però è meglio non farlo palesemente. Per trovare l’idea vincente devi essere sempre attento, osservare le persone, vedere cosa fanno, cosa dicono e trovare ispirazione da quello trovando un aspetto da raccontare. Purtroppo in tanti mi copiano. Non lo dico per tirarmela, ma posso elencarti ogni singolo video e chi l’ha rifatto”.

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Hai lavorato con tanti personaggi dello spettacolo: qual è quello che ti ha colpito di più?

“A dire la verità Fede (Fedez, ndr) mi stimola molto. Lo guardo come il massimo che in questo momento si può avere in Italia. E’ così se ci pensi. Prendi un personaggio a caso, come ne abbiamo avuti tanti in Italia, e guarda la sua parabola: in un momento di massima vale X, in un momento di down invece il suo valore cala a Y. Fede, secondo me, è da un anno che è al massimo. Questo è senza dubbio sinonimo d’intelligenza artistica. Lui è per me un bel punto di riferimento. L’altro sicuramente è J-Ax, cui tra l’altro tengo molto, perché è una persona molto buona e molto disponibile con me. Crede molto in quello che faccio e non so come mai (ride, ndr). Ce ne sono tante di persone importanti. Una è Federico Clapis. L’ho conosciuto quando lui aveva appena fatto l’album con Sony e aveva deciso di abbandonare il web. Io, che ero suo fan, ho cercato di fargli cambiare idea, invitandolo a buttarsi su Facebook. Da lì sono nati diversi format, come Behind a selfie. Ora lui fa arte e io sono contento perché l’importante è vederlo felice. Tra l’altro fa dei quadri molto belli”.