Stefania Cattaneo, il calcio al femminile non è solo bellezza

Quante volte abbiamo guardato programmi sportivi allietati dalla presenza in studio di splendide donne? Sicuramente molte. La televisione infatti ci ha abituato da anni alla figura della valletta, ragazza tendenzialmente giovane e bella deputata spesso e volentieri a semplici sorrisi e brevi interventi che fungano da intermezzo nel corso di accese discussioni, dando quel tocco “rosa” necessario a stemperare gli animi.

Non tutte le ragazze che lavorano nel mondo dello sport, e del calcio in particolare, sono però soggetti “non parlanti”, e anzi hanno una gran voglia di far sentire la loro voce. Un caso emblematico è quello di Stefania Cattaneo, oggi una delle più giovani esperte di calcio e viso di punta di InterTV, il canale tematico del digitale terrestre dedicato alla squadra nerazzurra; attualmente è impegnata anche a Canale Italia ed è stata scelta come primo volto femminile di 3bmeteo, sito leader di informazioni meteorologiche in Italia.

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Insomma, una carriera ricca e piena di impegni, che però non hanno impedito a Stefania di dedicarci una piccola porzione del suo tempo, nel quale ci ha dato prova di come dietro a una splendida ragazza ci sia anche un’instancabile lavoratrice.

 

Come sei arrivata dove sei oggi? Gli studi che hai fatto hanno in qualche modo influito sulla tua carriera lavorativa?

“Ora sembrerà folle, ma quando ero bambina il mio sogno era fare la ballerina, anche perché ero molto brava; poi i miei genitori mi hanno spronato allo studio, e a scuola sono sempre stata molto portata per le materie umanistiche. Ho fatto il liceo classico mantenendomi sempre su un ottimo livello accademico, poi mi sono laureata all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano dove ho studiato alla facoltà di Lettere e Filosofia, scegliendo l’indirizzo giornalistico. Fatto questo, ho iniziato con uno stage in un’agenzia di comunicazioni e da lì è iniziata la mia storia lavorativa”.

 

Attualmente ti occupi soprattutto di calcio: scelta ponderata oppure occasione colta al volo?

“E’ stata una scelta pensata: all’università ho seguito il corso di giornalismo sportivo del professor Padovan, che mi è piaciuto molto, e questo mi ha dato una prima spinta verso il mondo del quale ora faccio parte. Un’altra professoressa molto importante per me in questo senso è stata Paola Abbiezzi, la quale mi ha anche aiutata con la tesi facendomi capire definitivamente che quella del giornalismo sportivo sarebbe stata la mia strada, sebbene fosse una carriera in genere poco intrapresa dalle donne. Io sono sempre stata proiettata al lavoro e ho pensato da subito che questa per me potesse essere un’ottima soluzione, poi sono anche una grande tifosa dell’Inter e per me è stato facile associare lavoro, sport e tifo”.

 

C’è stato un momento in cui hai pensato che la tua carriera stesse per svoltare?

“Un momento sicuramente importante è stato quello in cui ho iniziato a fare le dirette, il che è ovviamente molto diverso dal limitarsi a seguire un copione scritto in programmi registrati; una persona per me fondamentale è stata la dottoressa Paola Natali di Canale Italia, una grandissima professionista che ha subito capito quali fossero le mie capacità e che soprattutto mi ha fatto capire quale fosse il modo giusto di stare davanti alla telecamera. Io infatti in questo sono sempre stata molto femminile, nel senso che l’obiettivo non mi ha mai spaventata, ma quello che mi si chiedeva era di pormi in maniera competente e professionale. Ho capito che per fare questo lavoro conta la presenza estetica ma è ancora più importante quello che si dice, perciò da lì ho iniziato a fare esperienza e ho capito che stava succedendo qualcosa di interessante”.

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