Paolo Ruffini, ridere è una cosa serissima

Milano, 18.30. Bar in zona Centrale. Pareti in legno, leggero brusìo di sottofondo, tavolini in ferro battuto. Ne scelgo uno e mi sistemo: penna, agenda, cellulare. Mi guardano tutti un po’ strano. Sarà che siamo in un co-working, quegli spazi un po’ hipster in cui va di moda affittare uffici e in cui è molto più facile trovare filosofi e startupper che la versione bionda della signorina Silvani. Mentre aspetto Paolo Ruffini osservo il tavolo del buffet al centro della sala: minuscoli piattini monodose perfettamente disposti in fila indiana. Fastidiosamente ordinati, al punto che non capisci se siano lì per saziare gli irriducibili dell’aperitivo o gli ossessivo-compulsivi.

 

Continua a leggere

Toni Capuozzo, il mio giornalismo

Nell’epoca delle fake news, del clickbaiting e della post-verità, fare un’informazione completa, pulita e leale è diventato perlopiù una vocazione. Le nuove tecnologie permettono a chiunque di arrivare velocemente a una notizia, senza passare necessariamente dal luogo in cui è avvenuto il fatto o attraverso fonti dirette e attendibili. Tutti processi che, nel tempo, hanno portato la figura del giornalista a essere circondata di un’aurea di diffidenza.

Continua a leggere

Piotta, molto più che un Supercafone

Prendete la Roma coatta degli Anni’90, aggiungete un beat proveniente dall’altra parte dell’oceano, shakerate con testi graffianti e spaccati di società e versate delicatamente sui palcoscenici underground della capitale. Quello che otterrete non sarà un semplice genere musicale lontano ormai quasi trent’anni, ma le fondamenta su cui oggi poggia l’intera macchina del rap così come lo conosciamo.

Continua a leggere

Pablo Trincia, non essere mai uguale a te stesso

Nasci a Lipsia, in Germania, da padre italiano e madre iraniana. Hai il nome del celebre poeta cileno Neruda. Ti trasferisci a Milano, ancora piccolo, con la famiglia. Studi lingue e letterature africane alla School of Oriental and African Studies di Londra. Insomma, se qualcuno avesse ancora dei dubbi nel classificarti tra i più internazionali dei cittadini del mondo, sarebbe un pazzo.

Continua a leggere

Mind The Gum, molto più che un chewing gum per la mente

Resilienza s. f. – In psicologia indica la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità.

 

Novembre 2010. Giorgio Pautrie, uno studente ventunenne di Management all’Università Bocconi di Milano, resta coinvolto in un grave incidente stradale. Per lui, sopravvissuto per miracolo, inizia il lungo calvario della riabilitazione, che lo mette fuori gioco per quasi due anni.

Continua a leggere

Volfango De Biasi, dalla parte del cinema

Roma, Piazza del Colosseo. Sole e cielo terso, l’iPhone segna 15 gradi. Locale turistico ed elegante. Ossimorico, se non fosse per la terrazza panoramica che apre il sipario sull’Anfiteatro Flavio. Mi siedo, mi incanto a guardarlo. Una manciata di tedeschi pranza – del resto sono le 15.30 – e ride impetuosa, già visibilmente in preda all’ebbrezza. Mi cade l’occhio sull’abbinamento spaghetti e cappuccino. Il flusso di imprecazioni silenziose viene fortunatamente interrotto dall’arrivo di Volfango De Biasi, difficile da non notare.

Continua a leggere

Lucky Chops, dalla metro di New York ai palchi di mezza Europa

Sono senza ombra di dubbio una delle realtà musicali più curiose, divertenti e sensazionali che hanno invaso il web. Con la loro musica, che amano definire “positiva”, sono arrivati in tutto il mondo prima via etere e poi fisicamente, con un tour da tutto esaurito che ha travolto letteralmente i palchi di mezza Europa.

 

Sono i Lucky Chops, gruppo musicale newyorkese, nato nelle metropolitane della Grande Mela, finito quasi per caso sui social e pronto a esplodere come fenomeno mondiale grazie alla particolarità della sua musica.
Continua a leggere

Jake La Furia, vi racconto la mia musica e i Club Dogo

Negli Anni ’90, con il suo flow e il suo freestyle ha conquistato la scena hip hop milanese, diventando uno degli MC più bravi della sua zona. Nei primissimi Anni 2000, invece, insieme al gruppo musicale rap Club Dogo, formato con gli amici Gué Pequeno e Don Joe, ha calcato i palchi di tutta Italia, dando una sterzata ai trend musicali in voga fino a quel momento.

 

Stiamo parlando di Jake La Furia, all’anagrafe Francesco Vigorelli, classe 1979. Figlio del noto direttore artistico pubblicitario Giampietro Vigorelli, Jake (che deve il suo nome d’arte al personaggio Jake the Muss del film Once Were Warriors di Lee Tamahori) è sicuramente uno dei volti più noti e più rispettati del panorama rap italiano.

 

Continua a leggere